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Riunione Addetti Scientifici MAECI

In settimana ho trascorso un paio di giorni a Roma presso il Ministero degli Esteri (più precisamente il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, o MAECI) alla riunione degli addetti scientifici in qualità di rappresentante del neonato Network of Italian Researchers at the Cape (NIRC). L’addetto scientifico e’ (quasi sempre) un ricercatore impiegato presso un’universita’ e ente di ricerca italiano ma selezionato e assunto dal Ministero per un periodo che va dai 4 agli 8 anni presso una della Ambasciate Italiane nel mondo per pubblicizzare/stimolare le potenzialità/collaborazioni dell’Italia nel campo della Scienza, Tecnologia e Innovazione (STI).

A parte i miei problemi di stomaco e la consueta ‘meeting fatigue’ e’ stato un incontro utile, da un lato per la partecipazione di tutti o quasi gli enti di ricerca italiani chiamati a dire la loro su condizioni e prospettive dell’internazionalizzazione della ricerca italiana e dall’altro per aver avuto la possibilità di conoscere i ~25 addetti scientifici italiani e i rappresentanti delle associazioni di ricercatori italiani nel mondo (delle quali ~7 su ~15 associazioni erano presenti).

Non ho qui modo di riassumere i tanti e utili spunti di riflessione sollevati durante l’incontro. Diro’ solo che, come spesso succede in queste occasioni, si e’ più volte ricordato il netto contrasto tra la flessibilità e la velocità inerenti alla Ricerca Scientifica e Tecnologica e l’Innovazione con la maggiore inerzia e i tempi inevitabilmente più lunghi delle procedure ministeriali. Se si vogliono fare progressi nel lavorare meglio insieme, questi due mondi devono parlarsi di più e meglio, e l’incontro di Roma ha cercato di gettare le basi perché questo possa succedere.

A quest’ultimo riguardo, l’incoraggiamento dell’Ambasciatore Svizzero (il miglior oratore dell’incontro a mio modesto parere) di “non chiedere permesso, ma perdono” quando piccole forzature procedurali si rendono necessarie per velocizzare delle iniziative evidentemente necessarie, ha sinceramente scaldato il cuore a tanti tra ricercatori e funzionari presenti.

 

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